Silvana Giacobini: "l’Art Symposium di Salvo Nugnes, un incontro tra bellezza e spiritualità"

Durantel’Art Symposium in Vaticano, l’atmosfera è stata intensa e carica diispirazione. L’evento ha visto la presenza di Sua Eccellenza MonsignorStaglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, delcuratore della manifestazione, Salvo Nugnes e diverse altre personalità.Artisti, poeti e intellettuali di diverse nazioni si sono riuniti in uncontesto unico, dove il dialogo tra arte e spiritualità ha assunto unadimensione profonda e universale. Tra gli ospiti d’onore dell’evento, SilvanaGiacobini, scrittrice, giornalista, già direttore di Chi.
DottoressaGiacobini, come descriverebbe l’atmosfera e l’energia che si sono respiratedurante il simposio in Vaticano?
L’atmosferaera vibrante e densa di significato. Si percepiva un forte senso dicondivisione tra i partecipanti, uniti dall’arte come linguaggio universale. IlVaticano, con la sua storia e la sua spiritualità, ha offerto uno scenariostraordinario, capace di elevare il dialogo artistico a una dimensione piùalta.
Qualeruolo ha avuto, secondo lei, la comunicazione nell’amplificare il valoreculturale e artistico di questo evento?
Lacomunicazione è essenziale per dare voce e visibilità a eventi di questaportata. Oggi, grazie ai media tradizionali e ai social network, un simposiodel genere può raggiungere un pubblico molto più vasto, portando il messaggiodell’arte e della bellezza oltre i confini delle istituzioni. È un ponte trapassato e presente, tra cultura alta e pubblico contemporaneo.
Qualè stato il contributo più significativo che gli artisti e i poeti hanno portatoal dialogo tra arte e spiritualità?
L’arteha il potere di rendere visibile l’invisibile, di toccare corde profondedell’anima. Gli artisti presenti hanno offerto una visione unica dellaspiritualità per abbracciare un’espressione universale di bellezza, ricercainteriore e trascendenza. La poesia, poi, ha dato voce a emozioni profonde,trasformando le parole in preghiere laiche e riflessioni sul senso della vita.
Credeche questo simposio abbia segnato una nuova prospettiva nel rapporto tra artecontemporanea e tradizione religiosa?
Assolutamentesì. Abbiamo assistito a un dialogo aperto tra la contemporaneità e latradizione, tra innovazione e memoria storica. La Chiesa si dimostra sempre piùattenta all’arte come strumento di comunicazione spirituale, e il simposio ne èstata una dimostrazione concreta.
Ritieneche l’arte e la letteratura possano oggi avere un ruolo centrale nellacostruzione di un nuovo umanesimo, anche in contesti istituzionali come ilVaticano?
Piùche mai. Viviamo in un’epoca in cui il bisogno di bellezza, di verità e diriflessione è enorme. L’arte e la letteratura hanno il compito di nutrirel’anima, di aprire nuove prospettive e di creare ponti tra culture esensibilità diverse. Se istituzioni come il Vaticano continuano a dare spazio aquesti incontri, si può davvero contribuire a una rinascita umanistica basatasul dialogo, sulla creatività e sul rispetto della diversità.
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