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L'ORECCHINO
2007
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Stonearte

L'arte solida di Nicola Iannarelli
Dalla pietra arenaria, l'eco della memoria
Cosa ci fa un artista giovane e di belle speranze in un paesino abitato da
mille e cinquecento anime, affacciato sulla valle del fiume Sinni da cui
tutti partono e dove nessuno ritorna? Cosa cerca Nicola Iannarelli nel
paesaggio spoglio e roccioso che circonda Colobraro e che pochi sono ancora
in grado di apprezzare?
La risposta e' nell'arte. Dopo un lungo peregrinare, l'artista e' tornato
alla
ricerca delle origini con l'obiettivo di ritrovare se stesso per recuperare
i sogni perduti e inseguire orizzonti nuovi e mete sempre piu' lontane.
Dalla Lucania, da una terra povera di mezzi e al tempo stesso ricca di
storia e magia, di tradizioni e cultura, su cui aleggia un fitto velo di
mistero generato dal dilagare di miti e leggende, da una terra matrigna, a
volte severa, ma sempre capace di rivelare labirinti segreti e tesori
nascosti, da qui nasce l'arte solida di Nicola Iannarelli.
E' un'arte fatta di materia che sorprende per la capacita' evocativa con cui
il passato viene recuperato, rielaborato e cosi' riproposto in una nuova
dimensione da cui prendono forma capolavori di spontaneita' e naturalezza.
I
suoi rilievi materici, le sue sculture a tutto tondo, le pareti a vista
spiccano per l'alta capacita' compositiva e di sintesi. La ricchezza non e'
nell'abbondanza, bensi' nella semplicita' e nella perfezione del dettaglio,
nella precisione con cui l'artista asseconda la materia, ne segue la forma,
ne accetta le irregolarita'.
Le sue opere, massicce e corpose, si caratterizzano per una sorta di
leggerezza fatata con cui evocano storie lontane, testimoniano il
susseguirsi di epoche diverse, attestano l'evoluzione dell'uomo e il
progresso della scienza, ma soprattutto svelano il mistero di un'antica
civilta' contadina i cui valori si oppongono con forza al qualunquismo dei
tempi moderni.
Un'arte arcaica che si contraddistingue per la pacatezza della posa, ma che
stupisce per la virilita' delle forme, per la tensione psicologica delle
linee e per la potenza primordiale dei volumi che esprimono una carica
vitale e una concentrazione fisica e di pensiero in grado di mettere a nudo
il mondo dell'artista, i suoi sogni piu' grandi, le sue paure piu' recondite.
La pietra arenaria da cui scaturiscono le sue opere non rappresenta solo il
materiale, il mezzo, lo strumento attraverso cui l'artista si esprime.
Costituisce piuttosto l'essenza, la sostanza e al tempo stesso la fonte, la
musa ispiratrice da cui sprizza la scintilla, il guizzo, l'idea.
E' il singolo pezzo di pietra, facendo capolino attraverso un cumulo di
macerie, a invocare lo scultore e a suggerirgli il volume e la forma su cui
esercitare la propria fantasia. L'artista, ascoltando il richiamo della
pietra, la sceglie, la adotta e cosi' la fa propria, la cura, la studia, se
ne innamora e solo allora la lavora, accarezzandola, modellandola,
limandola
fino a darle la forma che la pietra stessa suggerisce.
Quella di Nicola Iannarelli e' un'arte che affonda le proprie radici in una
Lucania brulla e abbandonata, in una terra apparentemente avara, il cui
suolo svela la propria ricchezza solo a chi lo ama e con pazienza si dedica
alla ricerca di cio' che resta di un'antica civilta', macerie intrise di
memoria storica, depositarie di una tradizione popolare ancora viva e
fortemente sentita, testimonianza di un passato remoto, tuttora presente.
Le opere di Nicola Iannarelli evocano il legame con questo mondo antico e
con lo spiritus loci, legame spesso raffigurato da lacci e catene,
vincoli
di pietra che contengono l'energia e trattengono il movimento di braccia
forti e protese verso la conquista del domani, un'arte potente atta a
testimoniare forza, volonta' e ambizione.
Cosi', nonostante tragga forza dal passato, quella di Nicola Iannarelli e'
un'arte protesa al futuro, alla ricerca di un nuovo spazio, di un
linguaggio, di un simbolismo capace di esprimere il desiderio di
superamento
dei limiti, dei confini geografici e non di un paese che per lungo tempo e'
rimasto arroccato su se stesso.
Fortunato chi puo' permettersi il lusso di avere in casa simili capolavori.
Le opere di Nicola Iannarelli, infatti, non sono solo belle da vedere,
sono soprattutto belle da "ascoltare", perche' rappresentano pezzi di una
storia antica, ma anche perche' narrano la determinazione di chi non intende
rinunciare ai propri sogni, di chi ha trovato il coraggio di restare la'
dove
gli altri fuggono, scrollandosi di dosso la logica stringente del mero
profitto nella speranza di ridare voce, lustro e fama ad una terra sempre
piu' spesso abbandonata dagli uomini e dimenticata dal mondo.
Myriam Latronico
Agosto 2008

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